Una Storia lunga 30 anni, per preservare la qualità


“La nostra ​missione​, che stiamo portando avanti ​da più di 30 anni​, è di essere in grado di replicare la qualità ottenuta lavorando un solo animale (come succedeva per ogni famiglia,nelle case private, secondo la tradizione), ma con molti più animali.

Produciamo ancora la Ventricina ​senza l’utilizzo di additivi e vogliamo continuare ad ​avere il controllo di tutte le fasi​, vogliamo​ garantire in prima persona i risultati di produzione,stagionatura e affinamento. L’aumento della produzione potrebbe farci rischiare di scendere al livello industriale. Non vogliamo questo. Stiamo riuscendo a mantenere alta la qualità e il primo posto nella 14° edizione del ​Campionato Nazionale del Salame nel 2020 ci dà finora ragione”.

Partire dalla materia prima. Perché il maiale nero “casertano”?

Il maiale nero ​casertano è stato scelto, per questa linea di produzione, sostanzialmente per tre motivi​: prima di tutto per preservare un aspetto molto importante della​tradizione​,perché nell’antichità l’unico maiale che viveva in Italia era quello nero con la presenza di diverse razze. Oggi il nero Casertano o Pelatella è una delle 5 razze autoctone rimaste. È stato scelto il Casertano perché più prossimo all’Abruzzo. Questi animali arrivavano nella zona del Vastese attraverso i tratturi che attraversano il territorio dell’entroterra vastese.

Poi, per il suo ​valore nutrizionale con la presenza di elevate percentuali di ​grassi insaturi e una parte importante di ​omega3 ​e ​omega6​. Infine per la ​tipica marmorizzazione

(distribuzione delle parti grasse all’interno di quelle magre) che rende le carni particolarmente appetibili dal punto di vista del ​gusto​,​​oltre che da quello ​olfattivo​.

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